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UN’ARENA PARTICOLARE - Prima  Edizione 26/27/28 LUGLIO 2016
 

UN EVENTO

Blue Desk

 

A CURA DI

Floriana Pinto, Maya Vetri

 

IN COLLABORAZIONE CON:

Arene di Roma, Surf Film, CSC-Cineteca Nazionale, Istituto Luce

 

CON IL SUPPORTO DI:

SNCCI Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani, RomaLazio Film Commission.

 

CON IL PATROCINIO DI:

ANAC e Centro Studi Ricerche e Documentazione Marcello Mastroianni

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UN’ARENA PARTICOLARE - II Edizione 26 SETTEMBRE 2017
proiezione del film IL GOBBO di CARLO LIZZANI
introduce il regista MASSIMILIANO BRUNO
un evento BLUE DESK a cura di FLORIANA PINTO


Dopo l’esordio dello scorso anno nel cortile dei Palazzi Federici, dove Ettore Scola girò ‘Una giornata particolare’, la rassegna itinerante approda ora al Quarticciolo dove Carlo Lizzani nel 1960 ambientò il film ‘Il Gobbo’: ascesa e discesa del giovane Giuseppe Albano, meglio noto come ‘Il gobbo del quarticciolo’, uno dei protagonisti della Resistenza nella Roma occupata dai nazisti.
La proiezione sarà introdotta dal regista Massimiliano Bruno (che nel quartiere ha girato ‘Nessuno mi può giudicare’). La sua testimonianza sara’ l’occasione per costruire un parallelo, a 50 anni di distanza, tra due autori che hanno raccontato la stessa periferia.
Il film sarà proiettato sulla facciata del palazzo dell’Ex Questura, dove alcune sequenze sono state girate. La serata permetterà di vivere il quartiere nelle sue trasformazioni architettoniche e sociali.

 

Regia e Montaggio: Taisiya Kruovikh e Vasily Bogatov

Produzione: Gogol's Wife

Distribuzione: Blue Desk

Genere: Documentario

Anno: 2013

Durata: '60

 

SINOSSI

Il film racconta episodi del percorso del gruppo, dalle origini all'arresto. Le prove, le registrazioni e le performance in pubblico, fino alle accuse e alla condanna di tre delle esponenti. E' il risultato del montaggio di tutto il materiale girato, nel tempo, da diversi componenti del gruppo. Gli autori, che tengono a precisare come non si tratti di un montaggio moralistico, ma di un racconto che restituisce gli eventi cos็ come sono successi, riescono nella difficile impresa di coinvolgere senza enfatizzare. Dopo essere stato premiato come Miglior Documentario all'IDFA di Amsterdam (Il più importante festival europeo di cinema del reale) il film ha cominciato a girare nei festival internazionali..

 

 

Regia e montaggio: Giuliano Ricci

Genere: Documentario

Anno: 2013

Durata: '60

 

SINOSSI

E' uno sguardo antropologico e leggero su una comunità nascosta tra le montagne della Sardegna. Le anziane sono la voce del paese, custodiscono storie e segreti, dei vivi e dei morti. Giuliano Ricci le ritrae tra riti superati e paradossi, restituendone la complessità in un clima quasi da commedia. Ne L'Uomo sulla luna, in fin dei conti, si ride anche al cimitero...
 

 

Regia: Carlo Mazzacurati

Genere: Documentario

Anno: 2012

Durata: '90

 

SINOSSI

“È stato un lavoro realizzato in modo rapido e impulsivo, senza nessuna strategia né prima né durante le riprese. L’idea che ho seguito è stata quella di raccontare un mondo che non conoscevo man mano che lo scoprivo, in tempo reale.

Il film è la storia di un gruppo di persone che si occupa di portare salute in Africa e del loro modo un po’ speciale di farlo. È venuto fuori un ritratto collettivo, credo, dove ciascuna individualità è fondamentale, ma dove esiste uno spirito comune molto forte che fa convivere tenacia, capacità di sacrificio con dolcezza e anche ironia.
Influenzato da questo loro stile ho cercato anch’io di fare un film ‘leggero’ per quanto sia possibile su di una materia comunque drammatica come la questione della salute nell’Africa subsahariana.”

 

(Carlo Mazzacurati)

 

Regia: Maged El Mahedi

Genere: Documentario

Anno: 2013

Durata: '80

 

SINOSSI

Dopo la morte del fratello per epatite e alla notizia che anche la sorella è affetta dalla stessa malattia, Maged torna in Egitto nonostante la rivoluzione in atto. Si trova così coinvolto nei movimenti di piazza Tahrir e raccoglie le testimonianze dei manifestanti e dei giornalisti, scoprendo che il venticinque per cento della popolazione è malato di epatite, un dato sapientemente tenuto nascosto per presentare un’immagine positiva del Paese.