TEATRO, 7 Aprile / Gli umani abitano 'Il Pianeta' di Giacomo Sette


Sabato 7 Aprile - ore 21.00

IL PIANETA

da 'Sattelits' di Duke Villain

adattamento e regia Giacomo Sette

In un futuro lontano l’essere umano ha scoperto un Pianeta in grado di dare corpo e vita alle sue immagini oniriche, ai ricordi e ai cari defunti. Nella Stazione di Ricerca, però, le cose hanno preso una piega imprevista: gli scienziati Chris, Snaut e Snarl sono infatti tormentati dal “ritorno” di persone che li fanno anche soffrire... Snaut è tormentato dal padre, Chris cerca di ricostruire un rapporto con Harey, la ragazza che ha perso molti anni prima. Il suo obiettivo è semplice: dirle veramente quello che prova e cercare, così, di liberarsi dei sensi di colpa. Ma Harey non è una semplice 'copia', ha una sua personalità e diviene poco a poco un essere umano a tutti gli effetti.


Il giovane drammaturgo Giacomo Sette torna dopo quattro anni a Blue Desk con le spalle più larghe e una lettura scenica/spettacolo tratta da Duke Villain. Villain è un appassionato lettore di pulp megazines, agitato da una grande inquietudine sentimentale, i suoi testi uniscono la passione per i “generi” alla curiosità per le dinamiche tra gli esseri umani. Il suo linguaggio è spurio, pieno di slang, di parole “tipiche” e intraducibili, e di interminabili “didascalie poetiche”, di silenzi e sospensioni. "E’ una scrivania piena di fogli, disordinatissima" dice Giacomo, che è stato costretto a dare vita ad una traduzione altrettanto “sporca” e contaminata, in cui flessioni dialettali, errori grammaticali tipici dell’italiano parlato si mescolano con l’italiano “tradotto” dall’inglese, lingua elegantissima con un vago “sentore” di quotidiano.


In scena Simone Caporossi Ivano Conte Benedetta Rustici

Musiche Luca Theos Boari Ortolani Comunicazione Chiara Preziosa


Nella nota di presentazione il regista ci dice che '...lo spettacolo si fa viaggio tra dialoghi rapidi, stretti e secchi, e monologhi estemporanei e visivi. Il corpo degli attori alterna una frontalità asettica a momenti di improvvisa apertura. A sottolineare il gap di fondo, la distanza umana che divide i personaggi, impedendogli di lasciarsi andare... prima di scoprirsi di nuovo pulsanti'


'...la tessitura sonora di Luca Theos Boari Ortolani ruota attorno all'idea di “genere”, cercando di recuperare un filo con il Solaris di Lem con atmosfere “aliene”, cadenzate, oscure, industriali e spaziali insieme. Alternando colpi sordi e melodia, la musica rappresenta per me la Stazione di Ricerca e, insieme, Il Pianeta – vissuto come una minaccia dai protagonisti, ma dotato di sensibilità e intelligenza. Gli attori entrano ora in contatto con la musica, (nei monologhi), ora in contrasto, (nei dialoghi), fino a lasciarvisi andare nel finale.


Giacomo Sette (Roma, 1989). Nel 2016, dopo anni di formazione e aspirazioni, fonda con alcuni amici e colleghi (attori, registi) la compagnia Anonima Sette. Tra gli spettacoli realizzati in questi due anni 'B/Ride' (interpretato da Martina Giusti) con cui ha vinto il Premio della Critica al Festival Direction Under 30 nel 2017.



DA NON PERDERE!


BLUE DESK - Via Orazio Coclite, 5

Ingresso 7 € - Tessera gratuita Prenotazione consigliata: qui.


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