21 Aprile | Il Bardo in romanesco di Scartaccia


Leone Antenone detto Scartaccia

in

PENZAMI

parole d’amore, poesie in dialetto

Tratte dai sonetti di William Shakespeare.

Un Palco, un Poeta, un Musico, un' Attrice e dietro le quinte … l’ Amore.

Un giovane brillante, una donna bella e misteriosa ed un poeta canteranno l’amore, i sentimenti e le emozioni legati ad esso… declinandoli di volta in volta in modo diverso, attraverso immagini suggestive e versi romantici.

Il poeta Scartaccia apre la sua immaginazione e mette a nudo il nobile cuore attraverso la riscrittura dei sonetti di William Shakespeare.

Un viaggio del poeta nell’ispirazione del Poeta.


Con

Gabriele Amante Arianna Barbagallo Leone Antenone

Penzami” e vojo dije quer che penzo

ma quer che penzo a me me toje er fiato

la lingua lalla frasi senza senzo

e pure a scrive paro un imbranato.

Er penziero rimane intorcinato

è un’idea che gira su se stessa

ma basta un “cosi sia” appassionato

come quelli che dice er prete a messa

pe annà verzo ciò che me interessa.

E già a penzallo pare che cià senzo

però l’ idea gira su se stessa.

Ma perché ogni vorta ce ripenzo?

A quer “Penzami” ch’è solo penzato

dico: Saresti vero se parlato.

I Sonetti di William Shakespeare.

Oltre ad essere il grandissimo drammaturgo che è, il Bardo può vantare anche la composizione di poesie, anzi più precisamente di sonetti. Ne ha scritti 154, tra il 1595 al 1600. Pubblicati per la prima volta nel 1609, probabilmente circolavano già tra gli intimi del drammaturgo. La vulgata, tra l’altro, è che in quell’epoca chiunque poteva stampare anche senza l’esplicito consenso dell’autore, bastava iscriversi all’apposito registro. Nonostante nel 1609 Shakespeare fosse ancora in vita, è piuttosto improbabile che avesse dato il suo consenso alla pubblicazione, dato che l’ordine è arbitrario e le ultime due poesie risultano di improbabile attribuzione allo stesso Shakespeare.

In Italia la prima versione fu quella in prosa di Angelo Olivieri, alla quale seguì poi una seconda traduzione, questa volta in versi, ad opera di Ettore Sanfelice. Nel tempo diversi letterati e poeti si sono cimentati con la traduzione di uno o più sonetti, quasi si trattasse di una prova speciale, tra i più illustri Eugenio Montale e Giuseppe Ungaretti.


E adesso, impudicamente ci si lancia Scartaccia!


Scartaccia, al secolo Leone Antenone (classe 1981) è uno dei veri giovani artisti dell’attuale panorama romano: cuore periferico, animo gentile.

Improvvisa. Declama. Recita. Incantando.


Con un sorriso sornione. E lo sguardo serio. Tra i tavolini di un bar. Assieme agli amici di sempre. Le rime diventano versi. I versi si raccolgono in poesie. Dalle vie del quartiere ai palcoscenici letterati il salto non è certo breve ma sicuramente avvincente: e così vince qualche premio e pubblica un libro 'Er pallonaro' (Poesie '11/'13). Amante del tressette e del biliardino (in attacco) Leone ha la mente variopinta e lo sguardo colorato.

Un Palco, un Poeta, un Musico, un' Attrice e dietro le quinte … l’Amore.

Sabato 21 Aprile, ore 21.00

PENZAMI

BLUE DESK Via O. Coclite, 5 (M Furio camillo)

Ingresso 5 € - Tessera gratuita

La sala ha 40 posti, prenotazione consigliata: qui





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