Nei campi dell’Agro Pontino vige l’anarchia.
Per sostenere il consumismo, qualcuno deve essere sfruttato e sottopagato.
Padrone bravo
‘Nel 1492 un italiano cercando l’India trovò l’America.
Oggi migliaia di indiani cercano l’America, ma trovano l’Italia.’
È con questo gioco di parole (e di pesi) che si accede a Padrone Bravo, aprendo la strada a quello che piano piano si svela nel racconto: nell’Agro Pontino, in provincia di Latina (appena un’ora da Roma e una da Napoli) vige l’anarchia.
Schiavi e padroni. Una realtà dovuta ai bug del Decreto Flussi, che controlla gli ingressi, ma non le permanenze e le condizioni di lavoro. Una realtà che, almeno nei primi anni, si creava probabilmente col complice atteggiamento remissivo della maggior parte degli indiani, tutti con storie alle spalle di viaggi forti, costosi, pericolosi, di ricatti disumani.
‘Gli indiani hanno una dignità, un carattere e una enorme abitudine alla sofferenza che distingue la loro da altre realtà, rendendo storia e racconto interessanti senza superflui lamenti’ ecco lo sguardo di Cinemaitaliano dal Festival di Salina ‘Quello che sembra emergere dal documentario di Simone Amendola va oltre la retorica del ‘siamo stati anche noi emigrati’; la riflessione porta a una attualizzazione del problema e a suggerire che per mantenere uno stile di vita consumistico in occidente, e nell’immobile Italia in particolare, lo sfruttamento di chi non può dire no, sia l’unica strada. Per poter continuare a essere ricchi, qualcuno deve essere sfruttato e sottopagato. Una riflessione folle che ci costringerà, prima o poi, a rivedere il nostro sistema e stile di vita.
DAL PORTALE “CINEMAITALIANO”
‘Padrone Bravo gira tra i campi, i ricoveri e le povere abitazioni di chi è costretto a vivere da noi, usando la camera in modo gentile e delicato, come a copiare il carattere dei personaggi’.
Padrone bravo
Regia
Simone Amendola
Fotografia
Simone Amendola
Aiuto Regia
Floriana Pinto
Montaggio
Gianluca Paoletti, Simone Amendola
Con
I Sikh dell’Agro Pontino
Suono
Floriana Pinto
Produzione
Blue Desk, Parsec Coop.Sociale
Distribuzione
Blue Desk
Con il sostegno di
Ministero Pari opportunità
Genere
Documentario
Anno
2012
Durata
48'