Trenitalia licenzia per la seconda volta il macchinista Dante De Angelis.
Il suo reato?
Denunciare le morti sul lavoro.
Quando combattono gli elefanti
Il giorno di ferragosto del 2008, confidando nel rumore del mare per sovrastare il clamore mediatico, Trenitalia licenzia per la seconda volta il macchinista Dante De Angelis, reo di aver rilasciato dichiarazioni pubbliche sull’insicurezza degli Euro Star.
È la fine paradossale di questo film, in cui oltre al primo licenziamento e alla riassunzione dello stesso De Angelis, personaggio carismatico e limpido, si incrociano molte storie.
Dentro una cornice di lotte Il Manifesto sottolinea che ‘Il film di Amendola è una danza non priva di momenti di poesia. Parallelamente ai macchinisti che si battono per contrastare i morti sul lavoro, c’è la storia di una famiglia di immigrati che vive accanto alla ferrovia in procinto di cambiare casa e che deve affrontare la ribellione della figlia che non vuole spostarsi da lì, e la storia silenziosa della passione del signor Vittorio Serra che ha costruito un meraviglioso plastico dove gli scontri tra treni non producono morti.’
Il film, uscito nel 2009, è stato riconosciuto opera di Interesse Culturale Nazionale e poi attaccato pubblicamente dal Ministro Bondi, come se i panni sporchi non dovessero essere mostrati.
DA “IL MANIFESTO”
Silvana Silvestri riporta sul il manifesto le parole di valore assoluto di Ken Loach:
‘Dobbiamo sconfiggere la paura di parlare in prima persona – dice Loach nel film di Amendola – per ottenere leader capaci di rifiutare accordi che ci riporterebbero indietro di un secolo.’
Quando combattono gli elefanti
Regia
Simone Amendola
Sceneggiatura
Simone Amendola
Fotografia
Simone Amendola, Sebastiano Bazzini
Aiuto Regia
Floriana Pinto
Montaggio
Gianluca Paoletti, Simone Amendola
Con
I macchinisti delle ferrovie, la famiglia Oparah, Ken Loach
Produzione
Sergio Pelone - The Bottom Line
Con il sostegno di
Ministero dei Beni Culturali, "Film di Interesse Culturale Nazionale"
Genere
Lungometraggio documentario
Anno
2009
Durata
93'